• Seleziona il tuo sito internet

I finalisti 2012

Giacomo Cattaruzzi
Giacomo Cattaruzzi

An automated medical device for stem cells based therapies

Giacomo Cattaruzzi, VivaBioCell S.p.A.

L’obiettivo VivaBioCell è quello rendere disponibili “in ogni ospedale” il più gran numero possibile di terapie specifiche di medicina rigenerativa. La medicina rigenerativa è un campo interdisciplinare che applica i principi della biologia e dell’ingegneria allo sviluppo di validi sostituti che possano ripristinare, mantenere o migliorare la funzione dei tessuti umani. Le cellule staminali autologhe vengono utilizzate per accelerare tali processi rigenerativi e sono particolarmente importanti per le persone anziane o in pazienti in cui i tessuti hanno una scarsa capacità di auto-rigenerazione abilità. Questo tipo di terapia differisce dalla terapia standard, in quanto il tessuto ingegnerizzato viene integrato all'interno del paziente, determinando una cura permanente e specifica dello stato di malattia.

VivaBioCell ha sviluppato due prodotti di punta e innovativi per raggiungere il suo obiettivo nel breve termine. La sua piattaforma tecnologica deriva dalla ricerca spaziale (condotta sotto i programmi sulla microgravità ASI / ESA MASER e TexUS, 2002-08). Si inizia con il prelievo di tessuto contenente cellule staminali dai pazienti, che sono successivamente separate, purificate e seminate nella camera di coltura del dispositivo. Qui il numero di cellule viene moltiplicato (processo di amplificazione). Alla fine del tempo amplificazione della cellula (cioè 1-2 settimane), la popolazione di cellule è cresciuta significativamente, e le cellule sono pronte per essere impiantate. Questo approccio elimina le costose “clean room”, le attrezzature e la necessità di personale opportunamente addestrato. Così i vantaggi clinici dell’Ingegneria tissutale possono essere fornite ai pazienti in modo più semplice, più sicuro, meno costoso e più efficiente.

Serena Giusti
Serena Giusti

SQPR: SQueeze Pressure Bioreactor

Serena Giusti, Centro Interdipartimentale di Ricerca “E. Piaggio”, Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa

La sostituzione di tessuti danneggiati è oggi una delle pratiche più diffuse in chirurgia, specialmente in ambito ortopedico, cardiaco ed urologia. Questa procedura è però fortemente limitata dall’esigua disponibilità di donatori e dal problema del rigetto. L’uso di cellule staminali differenziate per la sostituzione e rigenerazione di tessuti danneggiati può risolvere questi punti critici.

Il sistema SQPR (SQueeze PRessure bioreactor) è un dispositivo per colture cellulari in grado di applicare una sovrappressione idrodinamica ciclica senza un contatto diretto con il campione. L'intensità e la frequenze dello stimolo possono essere scelte e settate dall'utente mediante un'interfaccia dedicata. Lo scopo di questo progetto è l'utilizzo del sistema SQPR per influenzare e guidare la differenziazione di cellule staminali multipotenti adulte attraverso la generazione di stimoli fisici appropriati, uniti ad un controllo ambientale (temperatua, pO2) specifico.

Massimo De Felici
Massimo De Felici

Identificazione, produzione ed espansione in vitro di cellule staminali ovogoniali di mammifero

Massimo De Felici, professore Ordinario presso il Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università di Tor Vergata

Nei paesi occidentali in genere e in Italia, in particolare, le donne tendono a rimandare la procreazione e ad affrontare la gravidanza durante i loro quaranta anni di età, quando la fertilità spontanea scende di circa il 50%.

La perdita di funzionalità ovarica, direttamente legata alla deplezione della riserva di ovociti, è emersa chiaramente da studi di “follow-up” di donne in età riproduttiva trattate, per cancro, con farmaci citotossici o radiazioni. L'esistenza di una stretta relazione tra la funzione ovarica e salute della donna è da molti anni un importante tema di ricerca. La perdita della funzione ovarica in menopausa è stata associata ad un aumento del rischio per lo sviluppo di un lungo elenco di patologie, tra cui l'osteoporosi, malattie cardiovascolari, depressione e le disfunzioni cognitive. Inoltre lo scarso numero di ovociti disponibili è uno dei maggiori problemi nelle tecniche di fecondazione assistita (ART). Questi bisogni e queste problematiche potrebbero trovare soluzione se fosse possibile isolare OSC dalle ovaie e propagarle in vitro o produrre ovociti funzionali in coltura. Il progetto mira a verificare attentamente queste possibilità ed ideare protocolli sperimentali affidabili e riproducibili per l’isolamento, conservazione e propagazione in coltura delle putative OSC. L’impiego di biotecnologie avanzate sarà indispensabile per il raggiungimento di questi obiettivi.